DOPING: QUESTO MALE INCURABILE

DOPING: QUESTO MALE INCURABILE

DOPING un cattivo consigliere

In questo periodo si inizia a sentire sempre più di doping nel Crossfit, io quando mi sono avvicinato a questo sport non pensavo nemmeno lontanamente  che questa “macchia” potesse esistere, per me erano tutti eroi che sfidavano loro stessi prima che gli altri e invece “pof” ci cascano anche loro e un po’ ti rimane l’ amaro in bocca.

Fatta questa premessa, parliamo un pò di quello che è successo. Prima è avvenuto ai games 2017 con la squalifica di Riky Garard che perde cosi la sua terza posizione, per aver usato il testolone e il beta-2 che sono specificamente vietati dalle regole dei Crossfit Games, oltre a lui anche altri due atleti Tony Turski 56 anni, che aveva concluso al secondo posto della categoria Master Man, positivo al anastrozole e Josee Sarda prima della categoria Master Women positiva ad un recettore androgeno chiamato SARMs, ostarine e testolone. Poi è successo anche in casa da noi, due degli atleti più forti, sono stati trovati positivi durante i Regional 2017 si tratta di Andrea Barbotti e Gianluca Occhino che sono stati squalificati dalle gare ufficiali Crossfit per 4 anni.

Dopo questa squalifica alcune competizioni più importanti d’Europa, come la Swiss Alpine Battle, German Throwdow e Southern Warriors hanno deciso di non ammettere gli atleti precedentemente squalificati per doping. Il vero problema, che dovrebbe essere affrontato più in profondità, è  che il Crossfit è un marchio commerciale e non una federazione, e quindi non sono soggette a normative federali come nel caso di tutte le federazioni sportive. Qui ognuna ha stilato un elenco di farmaci “proibiti”, elenco che viene tenuto sempre aggiornato e dove si può trovare specificamente i tipi e le dosi dei farmaci consentiti, pertanto a differenza di queste competizioni di Crossfit, forniscono  informazioni pratiche sui controlli, lista delle sostanze proibite e le esenzioni per uso terapeutico.

Quindi in tutte quelle gare “minori” che vengono organizzate da privati , non sono regolamentate come gare ufficiali Crossfit e per tanto non soggette a normative. Quindi tutti i controlli effettuati dai carabinieri dei Nas non sono effettuati per conto di nessuna federazione e sono volti a smascherare il traffico di sostanze dopanti e non per svelare gli atleti che grazie a queste sostanze hanno alterato le prestazioni sportive.

In conclusione possiamo dire che, se da un lato bisognerebbe cercare il modo di regolamentare questa disciplina a livello di antidoping,  nell’altro lato bisognerebbe sensibilizzare gli atleti ad evitare scorciatoie, tanto ignobili quanto inutili in uno sport che dovrebbe mettere in  sana competizione atleti che hanno sudato per arrivare a quei risultati.